Sono dieci giorni che ho aperto questa benedetta pagina facebook e già mi faccio tante domande. E naturalmente, come mio solito ho letto un sacco di articoli di ogni genere.
A dire tutta la verità non ho capito ancora bene a cosa serva questo social. A rimanere in contatto con gli amici probabilmente sostituendo msn. A rendersi visibili e protagonisti in rete. A curiosare nella vita degli altri. In realtà, al momento, nessuno di questi aspetti mi affascina particolarmente! Ma mi dicono che ci vuole tempo
Intanto molti studenti mi stanno chiedendo l’amicizia. Il tema del rapporto di amicizia tra i docenti e gli studenti apre un dibattito che è di grande attualità. Ci sono Presidi che hanno vietato tale possibilità e altri che invece incentivano l’apertura a queste nuove forme di comunicazione.
Io ho pensato molto a cosa fare. Subito ho pensato che fosse meglio evitarlo. Ma che amici e amici!? Forse era meglio distinguere i ruoli! Poi ho visto che, in realtà, queste reti che si creano non hanno niente a che fare con l’amicizia che è ben altra cosa. Del resto non ho in nessun modo intenzione di pubblicare informazioni riservate che preferirei che i miei studenti non leggessero. Considero sempre la rete uno spazio pubblico e ho intenzione di comportarmi nello stesso modo a scuola, in strada, in piazza. Quindi ho deciso di accettare l’amicizia dei ragazzi. Di chi me la chiede, sia ben chiaro, e mai il contrario. Mi sembra, in fondo, anche questa una buona un’occasione per continuare a discutere ed educare. Per sicurezza comunque ho fatto una lista studenti che eventualmente escluderò da qualche lettura
Mi incuriosiscono però le ragioni che spingono i ragazzi a chiedere l’amicizia ai loro prof.
Le risposte potrebbero essere diverse:
1. perché hanno solo voglia di aumentare il numero degli amici
2. perché non si rendono conto che poi i prof. scopriranno i loro fatti privati
3. perché hanno ormai familiarità con la rete e non pubblicherebbero mai nulla di cui potrebbero vergognarsi.
Qual è la vostra?

Perchè come lei considero la rete solo un posto di scambio, dove non intendo pubblicare informazioni riservate o di cui dovrei poi scusarmi. La mia è la risposta 3.
Mi auguro che sia così per tutti. Ma non so se lo è veramente!
Anche per me la risposta è la 3, perchè considero la rete solo come un modo piú veloce di comunicare, e non come una specie di diario personale.
in realtà guardando tutto quello che gli studenti pubblicano non è sempre così: foto di bambini, foto che sicuramente non hanno ricevuto il consenso dell’interessato, insulti vari, bestemmie,… ci sarebbe molto da discutere
Io non chiederei mai l’amicizia ad un mio attuale professore, ma non perché ho paura che scopra cose imbarazzanti su di me: cerco di pubblicare soltanto le cose che vorrei qualsiasi tipo di persona leggesse. Non lo farei perché trovo che un professore debba giudicare un ragazzo in base alle conoscenze che Lui stesso riesce a scovare: guardando il modo che ha di comportarsi in classe, da quello che dice, da quello che pensa. Troppo facile o troppo difficile, dipende dai casi, leggerlo in un social network, tutto scritto lì in uno stato o un link, esplicitamente.
Insomma, penso sia più un “problema” per l’insegnante che per lo studente.
Poi, quando questo professore non deve più “giudicarmi” non vedo il motivo per cui non dovrei aggiungerlo. Io utilizzo facebook soprattutto per leggere articoli, post o frasi interessanti; se questo professore mi ha insegnato tanto in classe, perché non dovrebbe farlo anche su facebook? Dopo tutto, dovrebbe essere un luogo pubblico.
Spero di essermi spiegata
Come al solito Giulia dimostra un’inconsueta saggezza per una ragazza della sua età. La sua posizione è addirittura provocatoria. “Leggere un profilo di uno studente? Troppo facile o troppo difficile.”
Ho pensato molto alle tue parole. In effetti si capisce molto di un ragazzo guardando il suo profilo, ma un professore potrebbe anche rischiare di tirare conclusioni affrettate o superficiali se non fosse capace di guardare e di leggere con gli occhiali di un adolescente. Quanti sono capaci di farlo? Quanti sarebbero pronti a giudicare con lo sguardo invece della loro età e dell’esperienza?
Insomma questa storia dell’amicizia su facebook si fa veramente complicata!